Elena e la matematica

la matematica con il corpo

Posted on: dicembre 3, 2010

Ho avuto la possibilità di consultare un libro, a mio avviso molto interessante poichè parte dalla pratica, dalla matematica con il corpo. Il volume presenta  varie UNITà D’APPRENDIMETO che rigurdano i vari concetti (definire la quantità, associare simbolo alla quantità, dividere in parti uguali)… ma addentriamoci nell’argomento …

Il problema dal quale si è partiti per delineare questo progetto non è stato tanto l’antipatia che gli studenti mostrano nei confronti della matematica quanto il fatto che, secondo noi, tale avversione nasconde vere e proprie difficoltà nell’apprendimento. Tali difficoltà, che emergono fin dalle prime classi elementari, dipendono dalla fatica che il bambino fa nell’assimilare il simbolismo matematico e, successivamente , nell’applicarlo alla vita reale e ala contesto astratto dei problemi scolastici. Si può inoltre affermare  che ogni volta che a scuola si constata che un bambino non  capisce un concetto matematico si ricorre ai vari sussidi  (numeri in colore, abaco, linea dei numeri, giochi in scatola), ma che questi non sempre risultano sufficienti.  

Ciò avviene perché il bambino sperimenta con l’azione troppo tardi; è necessario infatti che l’esperienza manipolativa e concreta preceda tutte le altre, non che sia un espediente al quale aggrapparsi  come ancora di salvezza quando emergono i primi problemi.  Il bambino impara “facendo” e quindi il corpo, in tutte le sue espressioni, diventa uno strumento utile per l’apprendimento.

Con “La matematica con il corpo” vogliamo mostrare agli insegnanti come l’attività corporea possa essere parte integrante di un progetto didattico per l’insegnamento della matematica di facile realizzazione, che richiede poco spazio e materiali semplici. Con la convinzione che il primo approccio alla matematica sia determinante nel decretare futuri successi od insuccessi, suggeriamo di inserire questo progetto nella programmazione  dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia o nel primo anno della scuola elementare.

Il percorso che proponiamo non sostituisce una programmazione annuale di matematica, ma la integra fornendo un nuovo metodo che ha lo scopo di “avviare a sentimenti di simpatia e di piacere nell’affrontare temi di natura matematica in opposizione a quanto spesso capita (repulsione, odio,antipatie indotte nei riguardi della matematica, inculcati fin dai primi anni di scuola)”

I numeri  assumono, nella nostra società, una serie infinita di significati. Il numero che, ad esempio, il bambino vede sull’autobus assolve la funzione della parola scritta, cioè ne indica il percorso, mentre i numeri che vede sopra una scatola di biscotti possono indicarne la quantità oppure il prezzo, specificandone quindi il valore. E gli esempi potrebbero continuare pensando alla differenza di significato che intercorre tra i numeri che si trovano sugli elenchi telefonici, quelli sulle targhe delle auto, quelli in fondo alle pagine di un libro. Ed ancora, si pensi alla possibile telecronaca di una partita di calcio che il bambino segue da piccolissimo, accanto al padre tifoso: “E’ il ventesimo della ripresa …. Il numero dieci della nazionale francese, dopo una rincorsa di circa dodici metri in cui ha scartato tre dei nostri, segna, portando da due a tre le reti! Siamo di nuovo in svantaggio e restano solo ventitre minuti”. Che confusione!

Certamente un bambino di 5-7 anni riesce già a capire la differenza fra tutti questi significati, ma tale conoscenza è intuitiva ed esclusivamente legata alla propria esperienza personale.

Poiché per un insegnante è difficile valutare quanti tipi di rappresentazioni simboliche ciascuno dei suoi allievi riesca a padroneggiare, è molto faticoso, a scuola, partire dai simboli per giungere alle conoscenze matematiche.Prima c’è la tappa dell’azione, che è seguita da quella iconica e poi da quella simbolica.

Nell’insegnamento tradizionale si comunica proprio dall’ultima tappa …. dai simboli. Si  crede che spiegando il significato del linguaggio matematico, il bambino possa capire ciò che vuol dire il simbolismo matematico e poi riesca ad utilizzare i risultati di questo simbolo. Poi magari si constata che i bambini non capiscono i simboli e allora si ricorre ai cosidetti sussidi audiovisivi, per poi arrivare alla fine, dopo il fallimento di questi, agli esercizi pratici. Tutto il contrario di ciò che si dovrebbe fare.

Quello che noi proponiamo tiene conto di due principi fondamentali: l’interiorizzazione dei concetti numerici è complessa per il bambino e il primo canale di apprendimento, fino a circa cinque anni, sono le aree senso motorie; ovvero il bambino impara facendo. Il primo approccio alla matematica invece, nella maggioranza dei casi, avviene in modo astratto – partendo dal simbolo – e facendo uso quasi esclusivamente del foglio e della penna.

La metodologia dell’insegnamento più idonea è quella che favorisce il passaggio dalla fase percettivo-motoria (tipica della scuola dell’infanzia) alla fase rappresentativo-simbolica (tipica della scuola  primaria), momento fondamentale per lo sviluppo intellettivo del bambino.

1 Response to "la matematica con il corpo"

il libro di cui tratto è:
LA MATEMATICA CON IL CORPO
L’ATTIVITA’ CORPOREA PER L’INSEGNAMENTO DELLA MATEMATICA

Genere: Educazione
Autore: Benvenuti Cristina, Grimaldi Fiorella
Editore: Centro Studi Erickson

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