Elena e la matematica

Sviluppo logico-matematico e deficit visivo

Posted on: novembre 25, 2010

La manipolazione degli oggetti e la conoscenza della realtà sono le basi per lo sviluppo logico-matematico. Anche il possesso dei concetti topologici è fondamentale: senza conoscere che cosa si intenda per linea aperta e chiusa, inclusione, vicinanza, separazione etc. è impossibile conquistare il concetto d’insieme. Anche l’alunno non vedente compie gli stessi passaggi e osserva gli stessi oggetti presenti nella realtà, anche se è bene presentargli quelli che, per le loro dimensioni, possono essere contenuti nel palmo della mano così da offrire una percezione il più globale possibile degli stessi. In questa prima fase non sussistono differenze né a livello di metodo né a livello di strumenti.

 L’alunno non vedente acquisirà la conoscenza dei segni grafici rappresentanti i numeri solo quando avrà terminato lo studio dell’alfabeto e della punteggiatura. Questo accorgimento è indispensabile per non ingenerare confusione dato che i numeri sono rappresentati dalle prime nove lettere dell’alfabeto precedute da un simbolo particolare che si definisce “segnanumero”. Esso sta infatti ad indicare che, nel caso specifico, non si tratta di lettere, ma di numeri. Anche i segni matematici sono rappresentati da lettere che vengono però scritte nella parte inferiore del casellino.

Come fare allora, se quando la classe giunge alla conoscenza grafica del numero il bambino non vedente non è ancora pronto? Occorre pazientare e svolgere oralmente le prime attività di calcolo per recuperare poi, comunque entro la prima classe elementare, il divario così creatosi. Il calcolo delle operazioni, finche può essere svolto in riga, è possibile anche al non vedente attraverso la scrittura. Quando esse divengono più complesse ed occorre calcolarle in colonna egli deve utilizzare uno strumento particolare, sia esso il cubaritmo o, ancor meglio, l’apparecchio viennese per la matematica.

Il cubaritmo è un piano operatore di forma rettangolare costituito da 300 fori quadrati (lato di 1 cm) dove prendono posto i cubetti. I cubetti riportano su ciascuna faccia una cifra in Braille. E’ utile non solo per la matematica, ma anche per incolonnare operazioni algebriche. La manipolazione dei cubetti, date le dimensioni, contribuisce anche allo sviluppo della manualità fine.

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