Elena e la matematica

informatica della mente

Posted on: novembre 22, 2010

Ho scaricato il libro ”informatica della mente” di Giovanni Lariccia. Mi ha colpito la dedica iniziale:

Al mio paese, l’ Italia,

perché non si stanchi di scoprire, incoraggiare

e promuovere lo sviluppo della mente,

a cominciare da quella dei bambini, ma non solo.

E perché non smarrisca

la speranza di un futuro migliore

e soprattutto il senso del camminare

insieme a tutta la grande famiglia umana

Questo libro è un e-book, abbreviazione di electronic book, e un libro che viene pubblicato in forma elettronica e che può essere acquistato e scaricato dalla rete internet. Il libro contiene in sé dei collegamenti che rappresentano un ponte tra tante realtà diverse, anche molto lontane tra di loro, nel tempo e nello spazio ed estendono in modo smisurato le conoscenze di tipo diverso: multimediale, interattivo e procedurale.

 Cerco di soffermarmi su alcuni passaggi che mi hanno colpito…

 Il libro non è stato scritto per  capire come l’ informatica si sia sviluppata su misura della mente umana, ma come e quanto l’ informatica – ossia il computer e internet – stiano cambiando profondamente il mondo reale, il mondo in cui viviamo e quello che percepiamo. Oggi con l’avvento e la grande diffusione di internet, si può dire che l’ informatica e diventata una realtà che tutto pervade. E come per l’ acqua che scorre dai rubinetti delle nostre case o l’ energia elettrica che nel mondo e ormai a disposizione di tutti, sembra che anche le informazioni e i programmi che le gestiscono siano per cosi dire nell’ aria, un po’ in mezzo a noi e quindi per molti versi anche nelle menti di tutti .

 L’ assunto fondamentale da cui muove questo libro dunque e che tutti noi nasciamo in qualche modo informatici, ovvero che la mente di un adulto dotato di normale intelligenza si può dire in qualche modo dotata di un certo numero di capacita informatiche di base.

Numerosi ricercatori nel settore delle neuroscienze cognitive hanno dimostrato che ci sono delle capacita matematiche innate nella nostra mente. Se fosse vero che nasciamo con alcune capacita informatiche di base, l’ insegnamento dell’ informatica nelle scuole dovrebbe essere svolto in modo assai diversa da come viene fatto oggi.

I bambini dovrebbero essere stimolati a giocare e a riflettere su quello che ricordano e imparano durante il gioco. Appena possibile dovrebbero essere trattati come piccoli informatici, piuttosto che come persone da iniziare ai segreti del computer.

L’ informatica dovrebbe essere insegnata come una seconda lingua, ed i bambini, in età molto precoce, potrebbero apprendere ad usare il computer con la stessa facilita con cui, in una famiglia o in un ambiente plurilingue imparano simultaneamente diverse lingue.

L’ informatica in sostanza dovrebbe essere praticata piuttosto come un gioco intelligente che come una disciplina.

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